Eccellenze svedesi – La Fika

2013-09-21 15.43.35Una premessa: l’autore non è improvvisamente impazzito, nè piombato in una di quelle spirali che a un certo punto colgono un po’ tutti gli uomini, tipo quando iniziano a provare pulsioni sessuali per qualsiasi cosa abbia un chè di vagamente femminile. Comunque di Fika parleremo più tardi.

L’Örebro questo week-end è impegnato in trasferta, anzi, era impegnato, perchè ieri sera, sul campo dell’Ängelholm allenato dall’ex atalantino Joakim Persson, si è fatto raggiungere al 92′ riducendo così di un solo punto il vantaggio sul Sundsvall, terzo in classifica. Dove ero rimasto? Ah, si, niente bianconeri, per cui ho dovuto spulciare il sito internet della federazione locale per trovare una partita che potesse soddisfare la mia fame sportiva. Le alternative erano andare a vedere la D2 (l’equivalente della nostra Lega Pro 2) del Rynninge a Grenadjärvallen, oppure l’IFK Örebro sotto casa. Esatto, sono andato sotto casa, a vedere una partita di D4 (ergo, la nostra Eccellenza), battendo due record, uno personale e uno, probabilmente, mondiale: quello personale è che per la prima volta in vita mia ci ho messo 3 minuti per andare da casa ad un qualsiasi campo da calcio, compreso lo smontaggio e il rimontaggio della catena della bicicletta. Quello mondiale è che probabilmente sono il primo uomo al mondo ad essere andato a vedere una partita di sesta serie in un altro paese senza avere alcun tipo di legame coi giocatori, nè con le squadre impegnate. A proposito, mai più.

Mai più, perchè il calcio svedese latita di ritmo già fra i professionisti, figuriamoci fra i dilettanti. A tal proposito, l’Eccellenza svedese assomiglia molto di più ad una nostra Seconda Categoria, sia per lo stile di gioco, sia per il campo in cui si è giocato, fatta eccezione per il pubblico civilissimo (vabbè, ormai qua non fa notizia) e il fatto che si giocasse a un metro e mezzo dalle tribune, ovviamente non recintate. Il mio vicino si è beccato una pallonata. Tra l’altro in Svezia si arriva comunque fino all’equivalente della nostra Terza Categoria, ho il sospetto che vi facciano giocare i pensionati nel tentativo di farli fuori per non gravare sulle casse del Welfare.

Cose che ricorderò di IFK Örebro-Sturehov 1-2, penultima giornata di D4 che sancisce la qualificazione matematica dello Sturehov agli spareggi promozione e che impedisce all’IFK di festeggiare con una giornata di anticipo la salvezza, nonostante l’iniziale vantaggio:

– le tribune in legno più scomode del pianeta
– le magliette Brescia-Style dell’IFK Örebro, prima di giugno devo assolutamente procurarmene una
– il fatto che la giornata sia stata calda e soleggiata, apparte i dieci minuti in cui il sole è stato oscurato dalle nuvole (o dalle scie chimiche?)  in cui ho temuto iniziasse a nevicare e i miei vicini di tribunascomoda hanno tirato fuori il plaid
– ah, giusto, la Fika. Gli svedesi fanno merenda 6-7 volte al giorno, con caffè e dolcetti (bullar). Ovviamente anche durante le partite si può fare merenda, specie fra il primo e secondo tempo. Che c’entra la Fika? In Svezia vuol dire merenda
– l’esterno sinistro dell’IFK, uguale allo juventino Caceres, giusto un po’ più scuro di carnagione
– la peggiore tattica del fuorigioco mai applicata nella storia in occasione del gol dell’IFK a inizio ripresa

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