I masochisti – Örebro-IK Brage will tear us apart

ImmagineQuando offrono qualcosa gratis, c’è sempre qualcosa che puzza. Anche questa volta, non mi sono posto il problema e ho invitato uno dei miei compagni di classe, per la verità non appassionatissimo di calcio, a vedere Örebro-IK Brage, sestultima di campionato, “tanto entri gratis”.

In effetti è andato tutto secondo copione, perchè siamo entrati gratuitamente, ci siamo posizionati dietro la curva e nulla lasciava presagire il fatto di esserci presi un’inculata. Perchè i fatti sono due: o l’Örebro è una squadra di masochisti, oppure, volendola vedere da un punto di vista complottistico, si erano già messi d’accordo per pareggiare contro l’ultima in classifica e, da ieri sera, già retrocessa, per cui “Che senso ha far pagare il nostro pubblico?”. Ovviamente sto scherzando, non mi permetterei mai, però se la seconda in classifica riesce a farsi fermare sull’1-1 in casa da una squadra che nelle precedenti ventiquattro partite era riuscita a totalizzare ben 7 punti, beh, qualcosa che ti fa salire la carogna, se non altro per aver buttato via due ore della tua esistenza, c’è. Tu pensa quelli che hanno pagato un biglietto in tribuna per vedere meglio la partita, specie quando tornano a casa dalla moglie, magari ignara del risultato. “Caro? Le hai spese bene le tue 150 corone?”. Poi ti chiedi perchè nel nord Europa la gente divorzia così tanto.

Masochisti anche noi, perchè abbiamo resistito fino al 90′ senza battere ciglio, nonostante l’Örebro, andato in gol verso la mezz’ora con capitan Wikstrom e subito raggiunto da Mihailovic grazie ad una topica del quasi beatificato Oscar Jansson, non sia riuscito a calciare nello specchio della porta avversaria per tutto il secondo tempo.

Masochista l’allenatore dell’Örebro, Peo Ljung, che si ostina a dire “Va tutto bene” mentre la nave affonda, forse inconscio del fatto che delle ultime 7 partite gli svartvitt ne abbiano vinte due (entrambe con gol decisivo nei minuti di recupero) e pareggiate ben cinque, di cui le ultime due rispettivamente contro una squadra rimasta in dieci al 10′ del primo tempo e, come giá detto, contro l’ultimo carrozzone del Superettan.

Ah, se durante tutto questo vi siete detti “Brage, ho già sentito questo nome” non siete completamente fuori strada. Se nel lontano 1988 avevate una televisione ed eravate in grado di discernere gli elementi base di una partita di calcio, probabilmente vi sarà capitato di guardare un lontano Inter-Brage di Coppa Uefa (2-1 sia all’andata che al ritorno) nell’anno che sancì lo scudetto dei record nerazzurro. In quella partita segnò anche Dario Morello e questo basta per far capire che il destino del Brage, finito qualche anno fa addirittura in D2 (la nostra Seconda Divisione di Lega Pro) era segnato già da tempo.

Sempre quel Brage, che arriva dalla cittadina di Borlänge (nota per aver regalato al mondo musicale i Mando Diao), l’anno prossima rischia, in un impeto da Giochi Olimpici del Masochismo, di farsi superare come blasone da un’altra squadra della propria città. Vi ricordate quando abbiamo parlato di Assyriska e Syrianska? A Borlänge, c’è il Dalkurd, o meglio “I curdi del Dalarna”. Una ventina di rifugiati politici curdi ha tirato su una squadra e ora è a un passo dal giocarsi la promozione in Superettan contro le peggio piazzate del medesimo campionato. Per l’IK Brage, tuttavia, è troppo tardi pure per quello.

Per farmi perdonare, ho portato il mio compagno di classe ad una festa di Erasmus. Come Fantozzi, siamo arrivati con un anticipo vergognoso e ci è toccato aspettare un’ora prima dell’arrivo di tutti gli altri invitati. Masochisti fino alla fine.

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3 Pensieri su &Idquo;I masochisti – Örebro-IK Brage will tear us apart

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