Back in the U.S.S.R. – Il viaggio nel tempo a Degerfors

ImmagineLe serate migliori arrivano quando non te le aspetti. Le partite, pure. L’altro giorno scherzosamente citavo il finto Vujadin Boskov che imperversa su Twitter, sibilando “Guarda, sei mesi fa io era a Meazza di Milano, stasera io è a Stora Valla di Degerfors”, parafrasando il suo passaggio dal Real Madrid all’Ascoli negli anni ’80 dopo aver perso una Coppa dei Campioni.

Nonostante diverse partite fra A e B, posso garantire, e mettere la mano sul fuoco, che la trasferta di Degerfors, 50 chilometri ad ovest di Örebro (rigorosamente in autobus, giacchè la ferrovia non ha un collegamento diretto), è valsa la fatica.

Se vi state chiedendo perchè alle 19:20 di un venerdì sera mi sono ritrovato a guardare Degerfors-IFK Värnamo di Superettan, la Serie B svedese, evidentemente non avete letto i miei post precedenti. Il mio incarico consiste nel pigiare i tasti del telefono aggiornando un sito internet che segue eventi sportivi un po’ in tutto il pianeta.

Appena arrivato, ho notato l’atmosfera vagamente bucolica della situazione: lo Stora Valla, 15mila spettatori secondo Wikipedia, è incastonato in una vallata fuori città e, soprattutto, ha le tribune più retrò mai viste in vita mia. E’ tutto in legno e quando qualche mio vicino di tribuna stampa si alzava per andare a prendere un caffè o sgranchirsi, tremava tutto. Non ho idea di come facciano a infilarci dentro 15mila persone, visto che ieri ce n’erano neanche 2mila e ad ogni gol sembrava di andare a braccetto con Mercalli e Richter. Non so nemmeno come abbiano fatto ad organizzarci una partita di Coppa delle Coppe, visto che un Parma targato Tino Asprilla vinse, non a fatica, allo Stora Valla nel lontano 1993.

L’impianto ricorda vagamente quelli di un Est Europa praticamente scomparso dalle cartine geografiche del calcio, perso fra i meandri dei preliminari di Champions League che puntualmente segano le gambe a future promesse dello sport tipo lo Sheriff Tiraspol o la Dinamo Brest. Era davvero un’esperienza da ex Unione Sovietica e tutto questo mi è stato confermato più tardi, una volta tornato ad Örebro per vedere un concerto, da un mio compagno di classe: Degerfors, 7000 anime, è uno dei due comuni svedesi governati dal Vänsterpartiet, il fu Partito Comunista Svedese.

Anche il tifo sugli spalti, denotava un certo carattere politico, sebbene i 20 ultras del Degerfors, bardati all’inverosimile, non abbiano un repertorio di cori particolarmente sviluppato. Nel 90% dei casi, si limitano a ripetere la parola Degerfors e Rod-Vit all’infinito sotto diverse melodie (si segnalano “Bella Ciao” e “Born to be Alive”), ma è una caratteristica propria di quasi tutte le tifoserie svedesi, fatta eccezione per l’Hammarby e poche altre.

Comunque, partita piacevole, terminata con un 2-2 che sicuramente non servirà al Degerfors, ora a -3 dal terzo posto in attesa che il Sundsvall affronti la capolista Falkenberg lunedì sera, ma, anche in caso di sconfitta dei Giffarna, sarà necessario agganciarli nelle restanti quattro partite e sperare di migliorare la differenza reti.

Il punto, per l’IFK Värnamo, potrebbe rivelarsi molto utile per uscire dalla zona play-out se lo Jonköping dovesse perdere lunedì in casa contro l’Assyriska, ma la situazione rimarrà comunque delicata e potrebbero essere necessarie altre imprese, come ad esempio quella di Bjorn Åkesson di cui abbiamo parlato qualche giorno fa.

E dire che gli Smålander erano pure andati in vantaggio a inizio della ripresa ribaltando l’iniziale gol di Anders Andersson. I biancoblu, nonostante la peggiore classifica, si sono imposti nel gioco, adottando un classico 4-4-2 che però si estendeva a 4-2-4 sulle numerose azioni di contropiede e nelle occasioni in cui operava il pressing sulle fasce. Ci ha pensato ancora Andersson a riportare in parità i biancorossi, che poi nel finale hanno rischiato sia il colpaccio, che il crollo nei minuti di recupero grazie a una traversa colpita da uno sconosciuto scandinavo.

Ritorno a casa aspettando per circa un’ora l’autobus in una stazione desolata, buia e priva di un bagno funzionante. Ci vediamo nel 2014, Дегерфорс.

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