A casa di Kennet Andersson – Abitare allo stadio

2013-10-12 14.08.30Fermi tutti, non sono andato a casa di Kennet Andersson. Il fatto di aver conosciuto domenica scorsa Klas Ingesson (a proposito, un grazie di cuore agli amici di Dario Hubner ti vede che hanno pubblicizzato lo storico incontro a Södertälje) non mi porta automaticamente ad abbracciare l’intera legione svedese nel campionato italiano durante gli anni ’90.

Semplicemente, sono andato in trasferta ad Eskilstuna, patria del grande bomber poco fa menzionato. Il viaggio è stato caratterizzato da un clamoroso ritardo del treno (mi chiedevo quale paragone usano in Svezia al posto del nostro “Quando c’era lui i treni arrivavano in orario”), tuttavia al cambio ad Arboga la coincidenza ci ha aspettato, anche perchè altrimenti il trenino sarebbe partito vuoto. Ignoro il motivo per cui ad Arboga, stazione composta da tre binari, ci sia uno scambio di tale rilevanza, anche perchè attorno alla stazione c’era il nulla più assoluto (poi ho scoperto che fa 10mila abitanti, chissà dove li tengono nascosti).

Arrivo ad Eskilstuna, mangiucchio e mi dirigo verso lo stadio. Bam, sono a Marassi. Ora so che qualcuno starà dicendo “Questo come si permette di bestemmiare” e infatti mi rimangio tutto, però il Tunavallen ha una particolarità: a differenza dello stadio genovese, ha solo un anello (e non ha le curve), ma proprio come lo stadio genovese, ha quattro torri all’altezza dei calci d’angolo. In queste torri ci sono dei condomini, alcuni dei quali si affacciano direttamente sul campo da calcio, tanto che in cima ai quattro palazzi c’è…l’impianto di illuminazione!

Scopro poi che questa singolare caratteristica è dovuta al fatto che nel 1958 il Tunavallen l’avessero costruito per i mondiali di calcio poichè ben dodici città reclamarono la possibilità di ospitare il torneo che allora disputavano solo 16 squadre. Così tirarono su uno stadiolo da 15mila spettatori, che però raramente venne riempito perchè l’Eskilstuna City naviga in D1 (anzi, oggi è ufficialmente retrocesso in D2) e l’IFK ancora più in basso, per cui lo hanno rimodellato e per venire incontro alle necessità abitative degli anni ’80 approfittarono di quei quattro buchi alle bandierine per tirarci su quattro enormi condomini.

2013-10-12 16.50.12Avversario dell’Eskilstuna City, il brillante Dalkurd (nella foto a fine gara, durante i festeggiamenti) di cui ho parlato più volte negli ultimi giorni: nonostante un primo tempo orribile (di fronte a 500 e rotti spettatori, più di Syrianska-Elfsborg di Serie A domenica scorsa, a ben vedere), i curdi riescono a metterne due e continuano la cavalcata verso gli spareggi-promozione. Ma di questo, come al solito, non ce ne frega una beatissima. Da segnalare solo che metà del pubblico presente era lì giusto per loro e sono pronto a giurare che gran parte dei tifosi fossero curdi di Eskilstuna. Per il Dalkurd non esiste trasferta.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...