Örebro come Caracas – Mila e Shiro, finalmente un pomeriggio normale

2013-12-15 16.00.20Sembra strano, ma questo è l’ultimo post svedese per il 2013. Ho in mente ancora qualcos’altro, ma sarà in Italia, giacchè giovedì farò ritorno con un volo economico della Ryanair.

Ieri, approfittando del posticipo della Juve e di un paio di commissioni che dovevo fare in centro, sono partito da Bricke di buon’ora per andare a vedere la pallavolo femminile. Rispetto ad altri sport che ho seguito qua in Svezia, non sono totalmente a digiuno di volley.

Alcuni anni fa, a Novi, sia la maschile che la femminile giocavano fra i professionisti e si era pure giocata una final-six di Coppa Italia. Insomma, non sono un totale analfabeta, ma ovviamente mi sono recato al Palasport senza aver letto nulla delle due squadre. A salvarmi, ci ha pensato il match program, una cosa molto civile per gli spettatori meno informati, lo fanno praticamente in tutte le categorie di tutti gli sport. Anni fa provai a stamparne alcune copie per la squadra con cui lavoravo come addetto stampa, ma mi sono sentito dire “Lo sai quanto costa tutta quella carta?” e non ho più proseguito.

E’ anche uno degli sport che mi diverte giocare, probabilmente anche più del calcio, forse perchè mi riesce meglio. Essendo fondamentalmente una persona pigra e con dei piedi non eccelsi, a calcio posso permettermi solo un ruolo “alla Pirlo fra tre anni”. Posizione statica, pressochè immobile, in mezzo al campo e occhio attento ai compagni liberi, specie se il marcatore non si accorge che è l’unica cosa che riesco a fare. Nella pallavolo riesco a essere un po’ più partecipe al gioco, anche se in tutta la mia carriera (cinque anni di superiori nelle partite di educazione fisica) non credo di essere mai riuscito a fare un ace corretto.

Come dicevo, dovevo compiere un paio di commissioni (fra cui pagare l’affitto di casa, si può fare anche di domenica) e mi sono concesso una passeggiata nel centro di Örebro, pattugliato dalla polizia all’inverosimile. Questo perchè, il giorno prima, nel mezzo dei mercatini di Natale, una guerra fra gang è culminata con una sparatoria ed un ferito grave, un membro di una delle due bande, nella centralissima Piazza Nikolai.

Che fossimo nella Svezia centrale, e non a Caracas, me lo ricordava l’imperturbabile pioggerellina che non mi ha lasciato scampo durante tutta la passeggiata.

Mentre pagavo l’affitto, si è rotto il registratore di cassa e per un po’ ho temuto di aver perso definitivamente i 300 euro appena pagati. Questo mi ha convinto che sarei arrivato in ritardo al match di pallavolo, Örebro-Svedala, con le nostre al penultimo posto in classifica con 8 punti e lo Svedala, dallo Skåne, seconde a 22.

In realtà ero in ritardo solo secondo la mia scaletta, perchè, per qualche motivo, mi ero convinto che la gara sarebbe iniziata alle 15, mentre in realtà si trattava delle 16.

Dopo un’ora trascorsa a non far niente (unica nota di cronaca, ogni volta che guardavo score addict, l’Alessandria segnava un gol contro il Bra. E’ finita 5-0 e solo perchè dopo un po’ ho desistito), è iniziata la partita. Stavolta non ci sono commenti divertenti da fare, osservazioni argute, nulla di che. E’ stata una bella partita di pallavolo, forse poco combattuta vista la differenza fra le squadre (perentorio 3-0 dello Svedala e Örebro in partita solo nella prima metà del secondo set).

Alla fine, l’Örebro non mi é neanche parsa una brutta squadra, ha commesso relativamente pochi errori e un paio di giocatrici, da quasi-profano, mi sono sembrate di buon livello. Eriksson si è guadagnata la palma della migliore in campo fra le sue compagne, ma anche il libero Cavretti, un cognome curiosamente italiano, si è distinta bene in fase di ricezione.

Insomma, tutto questo per il primo pomeriggio sportivamente normale, l’ultimo del 2013. I -5° dell’arena del bandy li ho dimenticati in fretta, e non avrei potuto fare altrimenti viste le due ore di prossimità al decesso che mi sono conquistato lo scorso week-end.

Da domenica si torna al calcio e lo farò in uno dei pochi stadi del nord Italia che ancora manca al mio appello.

A proposito, ovviamente con questo post non si conclude la marea di parole senza senso di questo blog, mi inventerò qualcosa da fare per il 2014, visto che l’Allsvenskan riposerà fino all’ultima settimana di marzo.

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