Fare figli per farli giocare a Innebandy – Sport immaginari, ma divertenti

2014-01-11 14.08.44La lunghissima pausa, tra un campionato e l’altro, continua. Talmente lunga che la federazione sta studiando un metodo per rendere meno estenuante l’attesa per il nuovo calcio d’inizio e non è detto che il sottoscritto non ci metta lo zampino. Lo so, è un’affermazione un po’ forte, ma recentemente ci sono stati buoni contatti per un format che ho sviluppato e che ha riscosso un certo interesse.

Prima di diventare miliardario e sfanculare questo blog, però, ci sono dei sabati con stati vuoti ed innevati. Per cui si va al coperto, alla ricerca di nuove discipline quasi sconosciute alle latitudini italiche.

Oggi, alla Behrn Arena, l’Örebro, terzo  nel girone sud dell’Allsvenskan, riceveva il Lindås, dalla periferia meridionale di Göteborg, squadra che langue nei bassifondi della classifica. La partita era pure trasmessa da Sport 4

Che sport era? Giusto, innebandy, detto anche Floorball. Nessuna traduzione italiana, il gioco é, fondamentalmente, una versione rivisitata dell’hockey su pista. Si gioca 6 contro 6 in tre tempi da 20 minuti, ritmi altissimi, poche interruzioni arbitrali. Insomma, un bel giochino dove latitano i contrasti fisici e la pallina che gli atleti devono battere con una mazza di plastica, molto piú leggera di quella da hockey, schizza per il parquet che é una bellezza.

Ovviamente ho portato una sfiga mostruosa all’Örebro, che, dopo il vantaggio iniziale, é capitolato giá al termine della prima frazione con una rimonta nel giro di tre minuti. Il resto della partita l’ho seguito poco, complice anche un bambino che continuava ad alzarsi e passarmi di fronte una decina di volte. Ero giá sull’orlo di una crisi di nervi quando ho realizzato che si trattava di due gemelli, entrambi abbastanza vivaci. Ero, inoltre, letteralmente circondato da bambini. Questo perché, tra un tempo e l’altro, la pausa di 10 minuti viene utilizzata per far giocare un minitempo delle partite delle giovanili. Tra l’altro ho praticamente perso il conto dei gol dell’Örebro visto che i rivali erano la squadra piú debole mai comparsa su un terreno di un qualsiasi campo da gioco (in realtá mi viene in mente una squadra di calcio di Novi Ligure dal nome felino, costruita da un dirigente per farvi giocare i propri figli. Persero una partita per piú di 20-0 e mi spiacque tantissimo per i malcapitati ragazzini, meno per i dirigenti). Ho anche assistito ad un meraviglioso autogol da centrocampo: palla a due, il giocatore della squadra “debole” la agguanta con la mazza e la appoggia indietro a un compagno che non c’é e infila il proprio portiere.

Solo per i finali, Lindås batte Örebro 8-5. Me ne sono andato sull’8-3 a due minuti dalla fine, a testimonianza che era proprio la mia presenza ad impedire ai locali di andare a segno. Lo prometto, non torno piú.

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