Povero in cinque minuti – Una storia non di sport

Bancomat_guastoOggi niente storia sportiva. Ieri pomeriggio sono uscito, con tutte le mie buone intenzioni, per andare a vedere la pallamano alla Behrn Arena, l’unico sport al coperto che mi mancava prima di tornare a seguire il calcio, già da sabato prossimo, nel precampionato dell’Örebro.

Mi sono accorto di non avere contanti e, sapendo che all’ingresso dell’arena non accettano carte, appena sceso dall’autobus sono andato bel bello al Bancomat situato presso il supermercato Ica Nära di Piazza Oskar, angolo Via Engelbrekt.

Qui mi fermo, per fare un piccolo excursus: nell’autunno 2011 ero a Tortona con la macchina, mi stavo recando a Milano, e mi ero accorto di essere senza benzina. Conoscendo un benzinaio estremamente economico proprio in quella città, mi sono recato a ritirare al Bancoposta, dove però il bancomat decise di non essermi d’aiuto, digerendo la carta ed il suo contenuto in denaro. Pochi giorni fa, su Facebook, ho ricordato quest’evento e come le Poste Italiane mi avessero chiesto altri 5 euro per il rifacimento della carta e come, poi, fossero così sorpresi della mia decisione di cancellare il conto presso di loro, l’estate scorsa.

Ecco, ieri sera si è sviluppata la stessa situazione, motivo per il quale non sono andato a vedere la pallamano, ma, d’altronde, credo non ve ne fregasse un emerito.

E’ emerso, da una breve, quanto ricca di epiteti, conversazione telefonica, che la carta era stata già distrutta dal sistema automatico non appena l’errore era comparso. Che loro non potevano farci niente, che il supermercato non aveva il numero della guardia e che quindi non mi restava altro da fare se non bloccare il mio bancomat. Bancomat italiano, perchè, non avendo ricevuto codice fiscale svedese, non posso aprire un conto in banca quassù (e poi l’ING non mi ha mai fatto pagare un centesimo da quanto l’ho aperto. Si, questa era una pubblicità nemmeno tanto occulta).

Una volta bloccato il bancomat, mi sono accorto di essere senza soldi nella mia scheda telefonica svedese.

Per cui sono probabilmente condannato a due settimane di povertà estrema, anche se in realtà ho già mandato una mail con tutti i crismi alla Kontanten sperando in una risposta più intelligente di quella che mi ha dato la telefonista ieri sera.

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