Capelli rossi – En apelsin med urverk

2014-02-05 17.20.43Finalmente la prima partita vera, i primi 90′ di gioco, spettacolo e balle varie. No, stiamo divagando, qui il calcio é un motivo per parlare d’altro. Per lavoro, ho dovuto seguire la partita amichevole fra Degerfors e Sylvia e ancora adesso mi chiedo se ci sia qualcuno interessato all’evento, fatta eccezione per i 22 in campo più riserve e i circa 50 spettatori.

A Degerfors, enclave veterocomunista svedese, retta dal sindaco in quota Vänsterpartiet (un po’ come dire SEL in Italia), c’ero giá stato per una partita di campionato ad ottobre e vi trascorrerò diversi week-end da aprile a giugno, siccome sono stato assegnato ai biancorossi del Värmland e non all’Örebro in Allsvenskan come tanto speravo.

Nei mesi trascorsi sono anche riuscito a frequentare una ragazza di Degerfors, che é un po’ come dire “Sono uscito con una ragazza di Terni”. Infatti, le similitudini non mancano: squadra che naviga nella media Serie B, acciaierie fumanti in tutta la città (a proposito, la Outo Kumpu, che proprio a Terni ha venduto alla famigerata Thyssen Krupp, aveva fatto traballare centinaia di posti di lavoro nella cittadina umbra ed é sponsor ufficiale della squadra di calcio e la sede svedese é a Degerfors. Ancora non ho capito se dopo la vendita il rischio per i lavoratori italiani é rientrato o meno) e colore rosso predominante. Comunque, con la ragazza (rossa, di capelli, anche lei) di Degerfors non ci esco più, in compenso passeró molto più tempo con la squadra della sua città.

Sulla partita poco e niente da dire: si doveva giocare sul campo in erba naturale, ma la nevicata degli ultimi giorni ha spostato il tutto sul gelido impianto in erba sintetica adiacente, senza tribune. Le due ore in piedi, a -3, le ho sentite tutte e credo che il freddo possiate sentirlo voi solo a guardare l’immagine che ho postato. A fine primo tempo ho rischiato praticamente il posto di lavoro, proprio come gli operai ternani, visto che sono rientrato per bere un caffè e, dopo 7 minuti netti, sono uscito dal baretto dello stadio e la ripresa era già iniziata, mettendo in pericolo i 50 euro per i quali ho stoicamente resistito nell’inverno del Värmland.

La cosa più buffa, é che esattamente dietro al campo in erba sintetica c’é una struttura al coperto, con tanto di campo di calcio a 11 che, però, non é regolamentare: 80 metri per 40. Cosa costava costruire 150 metri quadri in più? Mi viene da ridere, soprattutto pensando al terrificante campo di Casella, provincia di Genova, sul quale ho arbitrato un paio di partite giovanili una decina di anni fa. Un campetto parrocchiale di 70×35, dentro al quale un difensore riuscì a segnare il gol della vittoria all’ultimo minuto mentre stava semplicemente spazzando l’area di rigore da un pallone un poco insidioso.

Solo per i finali, Degerfors-Sylvia 2-1.

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