Faccia a faccia con la meteora – Dalla Svezia alla Svezia passando da Empoli

2014-02-14 16.35.31L’estenuante precampionato mi costringe a corse improbabili per raggiungere lo stadio in tempo utile per completare il mio lavoro da scribacchino e/o scimmia ammaestrata. Nel freddo artico di ieri sera, si giocava Örebro-Sirius, prima amichevole dei bianconeri dopo il ritorno dal ritiro in Portogallo (3 vittorie su 3 partite).

L’evento, di per se sportivamente insignificante, é marciato senza particolari patemi, se non un cellulare (il mio) caduto per quattro gradoni e risultato miracolosamente illeso nonostante le bestemmie si fossero sentite anche nella vicina provincia di Arboga, e un “simpatico” individuo munito di figlio che ha deciso di sedersi di fronte alla vetrata da cui seguivo la partita e dalla quale non riuscivo nemmeno a muovermi per poter chiedere all’omino, con estrema gentilezza, di togliersi dal cazzo. Solo dopo qualche manata sul vetro ha capito l’antifona, specie osservando il mio sguardo ricco di rabbia omicida.

Ma non sono qui per parlarvi dell’odio che intercorre fra un giornalista e uno spettatore rincoglionito medio. Ieri, in campo, l’Örebro presentava molte riserve, mentre il Sirius, neopromosso in Superettan, aveva la formazione migliore. Finale 1-1, con punizione di Berger per i bianconeri e pareggio al 90′ in mischia degli ospiti, ma poco male, visti i pochi titolari in maglia svartvitt. Ecco, fra i big del Sirius c’é tale Johan Arneng.

A dispetto del cognome vagamente ghanese/togolese, é un biondo nordico (unica pecca, é alto 1.75, ma dai miei tre centimetri in meno non mi sento di criticare), é stato un onesto centrocampista, nato a Uddevalla (una cittá dove ho vissuto e della quale, se in stato di semi-incoscienza, posso raccontarvi storie degne di un romanzo di Irvine Welsh) e cresciuto nel Degerfors. Ha speso la maggior parte della sua carriera con il Djurgården, la seconda squadra di Stoccolma, con cui giocó anche un interessante preliminare di Champions contro la Juve, 2-2 a Torino e 1-4 al Rasunda.

Ecco, il buon Arneng, in realtá, l’Italia non l’ha vista solo in quell’estemporanea trasferta estiva. Nel 1998 venne cooptato dall’Empoli, all’epoca in Serie A, per svolgere la preparazione estiva.

All’epoca 19enne, non si mise particolarmente in luce nella cittadina toscana, sebbene le sue lodi fossero declamate dai piú grandi esperti di calcio giovanile. Venne mandato a Raufoss, in Norvegia, con una bottiglia di Montepulciano come buonuscita, e pare che non si sia mai lamentato del trattamento.

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