L’ex portiere del Milan – Lotta vs Zlatan

2014-02-15 13.52.07Per la prima volta da quando sono arrivato, sabato scorso ho visto una partita di calcio femminile. Inutile dire che qui in Svezia, la patria della parità sessuale, il “damfotboll” è tenuto in altissima considerazione, tanto che circa un mese fa perfino Kung Zlatan si era permesso di dire, non senza un velo di stizza, che, mentre in Europa lo mettono sullo stesso piedistallo di Cristiano Ronaldo o Messi, in Svezia il suo talento viene confrontato con quella di Lotta Schelin.

Lotta Schelin è cresciuta a Goteborg e ora gioca in Francia, proprio come Ibrahimovic, nel Lyon. E’ considerata una delle più forti calciatrici al mondo e, in occasione della consegna del Guldbollen, il Pallone d’Oro svedese, ha ricevuto come premio una bicicletta, mentre a Zlatan è “toccato” un macchinone, proprio poco dopo aver firmato un contratto milionario con la Volvo per l’ultima campagna pubblicitaria.

Ora, che il calcio femminile sia una disciplina, per tecnica e stile, molto diversa dal calcio a cui siamo abituati noi, non devo essere io a dirvelo. Francamente, l’uscita di Zlatan, soprattutto conoscendo il “lagom” e il “politically correct” svedese, è stata decisamente inopportuna. Recentemente ho avuto modo di collaborare con il KIF Örebro, la squadra che ho seguito in amichevole sabato mattina, e ho capito un po’ quello che provano gli altri sportivi quando si paragona il calcio con qualsiasi altra disciplina. Quello che Zlatan non riesce a sopportare, è che qui la gente si diverte anche senza di lui, con altri sport, altri atleti, addirittura donne.

Contatti col calcio femminile ne ho avuti ben pochi. Uno di questi è l’ex portiere del Milan. Non sto parlando di Sebastiano Rossi o Massimo Taibi, che pure ho incontrato una volta allo stadio a Modena. Purtroppo questa è una delle tante storie che non posso esplicitare, ma so già che qualcuno starà ridendo sotto ai baffi, veri o metaforici (no, non è nemmeno Giulio Nuciari, parlando di baffi). A proposito, qui ci va un bel sottofondo musicale.

Comunque, qui il calcio femminile si gioca in grossi stadi (il seguito non è lo stesso. Per Örebro-Sirius, Allsvenskan contro Superettan, venerdí sera c’erano 500 spettatori, per KIF Örebro-Linköpings, queste ultime terze nella scorsa Damallsvenskan, 50), le squadre hanno atlete straniere e tutti si sforzano per considerarlo uno sport degno della stessa attenzione del corrispettivo maschile. Che sia un’operazione di facciata per garantire l’eguaglianza sportiva agli occhi dello spettatore medio oppure un sincero tentativo di innalzare il livello di questo sport (la Svezia é tra le prime nazionali a livello mondiale, il campionato svedese per qualitá é il terzo o quarto europeo, dopo Germania, Francia e, forse, Inghilterra), non mi é ben chiaro, comunque sabato ho finalmente visto una bella partita, priva di tatticismi esasperati e “passettini” che spesso si vedono nelle uscite precampionato. Non solo per i finali, ma anche per constatare quanto l’impegno fosse stato preso sul serio dalla squadra ospite, KIF Örebro-Linköpings 0-7.

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