Himmelsblå – Grandi orecchie

malmofinaleC’era un tempo in cui le coppe si giocavano tutte al mercoledí e, se arrivavi secondo o terzo in campionato, la Coppa dei Campioni non riuscivi neanche a guardarla in televisione perché probabilmente stavi tornando da una trasferta in Unione Sovietica o Ungheria in Uefa o Coppa Coppe.

Creiamo un po’ di atmosfera.


Nel 1977 il campionato svedese incorona il Malmö per la dodicesima volta, addirittura la terza negli ultimi quattro anni. La squadra dello Skåne é retta da un ampio nucleo di giocatori, capitanato dal trentacinquenne Kristensson e costituito da una difesa molto solida, composta da Erlandsson, Jonsson, Magnus Andersson e Roland Andersson. Fra i pali, la sicurezza di Jan Möller. A centrocampo spicca Robert Prytz, che anni dopo vedremo anche in Italia con Atalanta e Verona. Il gioco del Malmö non é spettacolare, é una squadra che concede poco, ma segna altrettanto poco, tanto da risultare il quarto attacco dell’Allsvenskan. Il torneo é un monologo del club biancoazzurro che si laurea campione con ben tre turni di anticipo: le lunghezze di vantaggio sull’Elfsborg alla fine saranno 7, la vittoria valeva ancora 2 punti.

Durante il torneo successivo, il Malmö presenta ancora gli stessi problemi in attacco e, dopo un ottimo girone di andata, la squadra cede il passo all’Öster che, ad ottobre, si laurea campione nazionale. Parziale consolazione é la vittoria in Coppa di Svezia ottenuta a maggio contro il Kalmar, nel minuscolo stadio di Brömolla.

Ció che peró colpisce, é il sorprendente cammino degli Skånska in Coppa dei Campioni. Sorteggiati in un primo turno tutt’altro che favorevole contro i campioni francesi del Monaco, i biancoazzurri strappano uno 0-0 casalingo che lascia poche speranze per il ritorno al Louis II, dove, invece, il centrocampista diciottenne Jan Olov Kinnvall si inventa un gol che manda avanti gli svedesi. Da non crederci.

Kinnvall é la rivelazione del girone di ritorno. Pescato dalle giovanili, si dimostra abbastanza maturo per affrontare la competizione piú importante d’Europa come solo i grandi riescono.

La tegola cade al secondo turno, quando l’urna, se possibile, é ancora piú malevola e decide che il Malmö se la deve vedere con la Dinamo Kiev del maestro Lobanovskyi e del bomber Oleg Blochin.

A Kharkiv, sede della partita a causa della squalifica dello stadio di Kiev, il muro del Malmö resiste e strappa un altro 0-0, questa volta in trasferta. Al ritorno non si possono commettere errori, giacché un pareggio con gol garantirebbe il passaggio del turno ai sovietici. Al 9′ la mette Tore Cervin, un attaccante che in tutto il campionato aveva segnato solo quattro gol. Al 36′ pratica chiusa. Sjöberg? Andersson? Ljungberg? No, ancora Kinnvall. Anche la Dinamo é fuori.

A dicembre, con il mercato svedese in fibrillazione per il nuovo campionato ed il Malmö galvanizzato dal clamoroso cammino in Coppa (come se non bastasse, sono giá uscite anche Juve, Real, PSV e le due finaliste uscenti, Liverpool e Bruges), decide di cambiare faccia.

Bob Houghton, l’allenatore inglese che poi passerá il restante quarto di secolo a girare le panchine di tutto il mondo, pensiona lo spento Tommy Sjöberg mandandolo a svernare in Arabia (tornerá presto, durante l’estate successiva) e manda in panchina il capitano Kristensson, rimpiazzandolo con il trentenne Tapper, fino a quel momento tenuto in seconda linea.

Il colpo di mercato é Sonny Åslund, bomber dell’AIK, giá abituato a calcare palcoscenici internazionali con Espanyol e Werder Brema (tuttavia verrá bocciato fuori Scandinavia), ma c’é un intoppo burocratico: le liste all’UEFA si presentano il 15 gennaio e l’AIK temporeggia, permettendo al Malmö di tesserarlo solo ai primi di febbraio. Altra tegola, Åslund si infortuna praticamente subito e giocherá solo quattro partite in tutta la stagione.

Il 7 marzo, con il campionato ancora da cominciare, si giocano i quarti di finale e, questa volta, il sorteggio é positivo. L’avversario é il Wisla Cracovia, che, peró, approfittando del letargo svedese, passa per 2-1 al Mjeiski in rimonta. Il ritorno, due settimane dopo, si gioca nella bolgia del Malmö Stadion. Contravvenendo anche alle piú elementari norme sociali svedesi, lo stadio é un catino ribollente nonostante la neve ai bordi del campo, ma il Malmö non passa. Anzi.

Al 58′ Kmiecik buca Möller e sembra finita, ma gli svedesi non sono tipi da arrendersi. A dirla tutta, dá loro una mano anche l’arbitro tedesco Eschweiler con due rigori, di cui almeno uno dubbio (non ci sono immagini del secondo). Ljungberg (doppietta) e Cervin mettono a segno una clamorosa impresa con tre gol in un quarto d’ora, a cui fa seguito il poker (e la tripletta personale) di Ljungberg dagli undici metri con i polacchi colti in contropiede. Il Malmö é in semifinale.

Con le big tutte fuori, é giá sicuro che il titolo andrá ad una squadra che non ha mai vinto la coppa. Le contendenti sono i campioni tedeschi del Colonia, la cenerentola Austria Vienna ed i sorprendenti inglesi del Nottingham Forest, neopromossi l’anno precedente, killer del Liverpool al primo turno e rinforzati dall’arrivo di Trevor Francis nel mercato invernale. Lui, si, entro i limiti imposti dall’UEFA. A Ginevra, anche questa volta, dice bene al Malmö. Trasferta in riva al Danubio.

Al Prater é il solito muro, finisce 0-0. Il ritorno lo decide Tommy Hansson che, in campionato, fa molta fatica a segnare e riesce a sbloccarsi proprio nella partita decisiva. Per la prima volta nella storia, una squadra svedese é in finale di Coppa dei Campioni.

golfrancis

Teatro della contesa é l’Olimpico di Monaco e, dall’altra parte, c’é il Nottingham, vincitore a sorpresa in trasferta contro il Colonia dopo il 3-3 in Inghilterra.

15mila svedesi calano sulla capitale della Baviera, ma questo non servirá ai ragazzi di Houghton. Difensivo come pochi, il tecnico inglese lascia i connazionali sfogarsi nella speranza di stancarli, ma é proprio l’ultimo arrivato, Trevor Francis (futuro sampdoriano), a spegnere i sogni dello Skåne, quando l’orologio dell’arbitro tedesco Linmaier non ha segnato neppure un minuto dall’inizio del secondo tempo.

Il Malmö esce fra gli onori, ma ha ancora una possibilitá per riscattarsi. Finito fuori dalla zona coppe in Allsvenskan, raccoglie la rinuncia del Nottingham Forest a giocare l’Intercontinentale in Paraguay. E’ l’ultima volta che il titolo mondiale si assegna in gara doppia (l’edizione successiva si giocherá a Tokyo) ed é l’ultima volta che la vincitrice della Coppa dei Campioni rinuncia alla trasferta Sudamericana.

Andrá male anche questa volta, con l’Olimpia che passa al Malmö Stadion con un gol di Isasi di fronte a 5000 spettatori infreddoliti e si ripete cinque mesi dopo nella Bombonera di Asunción.

Di quella squadra solo Prytz avrá fortuna all’estero. Il resto di quel collettivo operaio prestato al calcio, rimarrá a Malmö negli anni a venire, compresa la giovane stella Kinnvall. La partita di Asunción segnerá la fine di un ciclo, con gli Himmelsblått che conquisteranno di nuovo il titolo solo nel 1986, non si riaffacceranno piú al grande calcio internazionale conoscendo anche l’amarezza della retrocessione nel 2000, la prima dopo oltre cinquant’anni, proprio nell’anno di esordio di un certo Zlatan Ibrahimovic

Se non ne avete avuto abbastanza, ecco i video dell’impresa sfiorata

Malmö-Monaco 0-01-0
Dinamo Kiev-Malmo 0-0 – 0-2
Wisla Cracow-Malmö 2-11-4
Austria Vienna-Malmö 0-00-1
Nottingham Forest-Malmö 1-0

Malmö-Olimpia Asunción 0-1 – 1-2

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