La coppa delle ipotesi – Non guardare le partite

DB4C633392CE30AAD3B4774C25771-2Un po’ di anni fa scrivevo per un settimanale per il quale seguivo il calcio di provincia. Il dramma di un giornalista sportivo locale é che le partite si giocano tutte alla stessa ora, lo stesso giorno.

Accadeva cosí che mi ritrovavo a vedere una partita per poi scrivere otto articoli per otto squadre diverse. Spesso mi capitava di non aver visto sette degli incontri in questione, ma, negli ultimi anni, avevo iniziato altre collaborazioni e praticamente mi ritrovavo a scrivere di squadre che non vedevo giocare dal vivo da anni.

Faró cosí anche oggi, visto che ieri mi sono svegliato che avevo tipo 85 anni e non ero in grado di recarmi con le mie gambe allo stadio. Erano in programma ben due partite, prima l’amichevole fra Örebro e Falkenberg, le due neopromosse della scorsa stagione, poi la sfida di Coppa di Svezia fra il Rynninge (D2, la nostra Lega Pro 2) e l’Öster, appena retrocesso dall’Allsvenskan.

Delle partite so perfettamente che non ve ne frega nulla, per cui vi dirò solo che l’Örebro ha perso 2-0 contro i “canarini” in una partita iniziata con un’ora e quaranta di ritardo perché il Falkenberg prima aveva male interpretato l’orario del calcio d’inizio (13.30 anziché le 13 prefissate), poi il loro autobus é passato a miglior vita poco prima del casello di Toreboda, ad una cinquantina di chilometri da Örebro. Toreboda la ricorderò sempre per essere la stazione a cui scese una bellissima ragazza di fronte alla quale mi ero seduto in treno. Tutto l’amore che avevo provato per lei durante il viaggio si spense quando la vidi baciare il suo fidanzato dal finestrino.

L’amichevole alla fine é durata 40′ per tempo, per non costringere ad ulteriori ritardi la partita di coppa, peraltro iniziata venti minuti dopo rispetto alla tabella di marcia. Il Rynninge ha sfiorato un secondo miracolo, venendo raggiunto sull’1-1 ad una manciata di minuti dalla fine.

Tutto questo per spiegare un attimino la formula della Coppa di Svezia, un torneo al quale la federazione locale é riuscita a dare un senso dopo anni di oblio. Anche quando esisteva la già citata Coppa delle Coppe, la Coppa di Svezia era sempre rimasta all’angolo tanto che le finali si disputavano di fronte ad una manciata di spettatori, spesso in stadi minuscoli.

Da un paio di anni, il torneo é tornato a disputarsi a cavallo dell’anno solare, per cui se il campionato parte a marzo e finisce a novembre, la coppa inizia in primavera e finisce nella primavera successiva. Entro maggio si devono concludere le fasi regionali che comprendono obbligatoriamente le squadre iscritte alla D1 (la terza serie), mentre per le squadre dalla D2 in giù l’iscrizione é facoltativa. Spesso le federazioni regionali non osservano turni di qualificazione ed iscrivono direttamente al torneo la squadra meglio piazzata nella stagione precedente. Non é il caso del Närke, la regione di Örebro, e infatti mercoledì sera andrò a vedere Mariebergs (D4, Eccellenza) contro Forward (D1). A luglio si giocano i trentaduesimi fra le squadre qualificate (o quelle scelte dalle federazioni regionali), mentre ad agosto altre trentadue partite fra le trentadue squadre di Allsvenskan e Superettan (teste di serie) contro le squadre provenienti dal turno precedente.

A marzo, invece di giocare le noiose e poco affascinanti amichevoli di pre-stagione, si disputano otto gironi con gare di sola andata: le prime accedono ai quarti di finale, mentre la finalissima va in scena alla Friends Arena di Stoccolma. Lo scorso anno l’evento decisivo é stata la partita fra Djurgården e IFK Göteborg: hanno vinto i blåvitt ai calci di rigore di fronte a 20mila spettatori, in quella che era una vera e propria qualificazione all’Europa League, poiché nessuna delle due squadre aveva ottenuto il piazzamento nel precedente campionato.

In Italia funzionerebbe? Puó darsi. Sono un grande fan della FA Cup ed il format italiano é una pessima trovata che allontana pubblico e diminuisce notevolmente i diritti televisivi. A tutto questo si aggiungono le coppette di Lega Pro e Serie D che vengono viste sempre di più come un fastidio anziché un’opportunità. Continuo a chiedermi a chi possano giovare tornei del genere, visto che la coppa di Serie D consente alla vincitrice di accedere alle semifinali dei play-off del campionato (senza peraltro avere nessuna assicurazione su un eventuale ripescaggio in Lega Pro) e la coppa di Lega Pro non ha assolutamente nessun riconoscimento come titolo sportivo. Pensavo che potesse esserci qualche ritorno economico per la federazione, ma ho seguito diverse partite del torneo, negli anni passati, e non riesco proprio a capire dove possano esserci dei guadagni da un torneo che le tv non seguono e che raccoglie poche centinaia di spettatori allo stadio.

Ipotizzando un sistema simile in Italia, si potrebbe adottare questo sistema:

Agosto: eliminatorie fra squadre di Lega Pro (obbligatorie) e dilettanti (facoltative)
Settembre/Ottobre, durante la pausa per le nazionali: eliminatorie fra squadre di A, B e vincenti delle eliminatorie di agosto. Le sette squadre iscritte alle competizioni europee (più la vincente della coppa o l’ottava classificata) non partecipano ed accedono direttamente alla fase successiva. Le altre squadre di A e B giocano come teste di serie contro quelle di Lega Pro e dilettanti.

Metá dicembre: Trentaduesimi di finale, le migliori otto squadre del tabellone vengono automaticamente abbinate alle peggiori. Le rimanenti di Serie A non si possono affrontare fra di loro.

26 dicembre -29 dicembre – 6 gennaio: Otto gironi da quattro, gare di sola andata. Ogni squadra gioca in casa e in trasferta almeno una partita, la terza viene decisa tramite sorteggio. Si qualifica la prima

Gennaio: quarti di finale

Febbraio : semifinali

Maggio: finale

Sará dura convincere le squadre, specie quelle di alta classifica, ma sono convinto che, con un sistema del genere, perfino Sky sarebbe interessata a comprare i diritti e ravvivare un torneo destinato altrimenti alla sepoltura.

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