Selfies con Vichinghi – Il Gattuso d’Islanda

2014-03-09 15.57.40Era da un po’ che non visitavo uno stadio nuovo, è una di quelle cose che mi fa viaggiare in treno attaccato al finestrino scodinzolando, nonchè annusare il campo per tutto il pre-partita. Insomma, un cane.

Si giocava Gefle (Allsvenskan)-Gais Goteborg (Superettan), per il secondo turno a gironi della Coppa di Svezia: entrambe le squadre a 3 punti dopo i successi alla prima partita. Match gradevole, molto più rapido delle orride amichevoli giocate fino ad ora. Gais meglio messo in campo, in vantaggio con un tiraccio dal limite e raggiunto su rigore a 3′ dalla fine, ma il pari soddisfa i neroverdi che all’ultima giornata giocheranno con l’Athletic Väsby di terza serie e potranno vincere cercando di guadagnare una miglior differenza reti.
Ma basta parlare di cose di cui non frega un cazzo a nessuno.
Appena entrato allo Strömvallen ho fatto subito due cose che in Italia mi sarebbero valse un daspo: ero alla ricerca abbastanza disperata di un bagno e mi sono avvicinato ad una porta socchiusa che aveva tutta l’idea di esserlo, tuttavia mi sono ritrovato faccia a faccia con Asgeir Asgeirsson e la sua barba, tutto questo mentre lui era steso a farsi massaggiare dal medico sociale del Gais. Ero entrato nello spogliatoio di una squadra di Serie B. Proseguendo nella ricerca, trovo finalmente una toilette, ma, una volta uscito, mi rendo conto di essere nei bagni del settore ospiti che, nel frattempo, è stato isolato dai passaggi verso gli altri settori. Non mi restava far altro che scavalcare e attraversare una porzione di campo mentre i giocatori si allenavano a pochi metri da me, ma la situazione era decisamente favorevole (in quel momento gli spalti erano semideserti) e nessuno mi ha arrestato. Ho concluso l’onorevole trasferta chiamando a gran voce Asgeir, detto il Gattuso d’Islanda, per una foto. Pare abbia gradito, nonostante i 4 rossi e 52 gialli raccolti in carriera. Da notare anche che durante la partita é stato letteralmente calciorotato dal numero 2 del Gefle, ma ha restituito il favore
Per una volta chiudo seriamente un pezzo, non che questo possa cambiare la realtà delle cose, e poi sono sicuro che se già mi leggete è perchè avete una sfera di valori più o meno prossima alla mia, tant’é: ieri sera, a Malmö, l’avvocato e rappresentante del gruppo “Football supporters against homophobia” Showan Ebadi è stato accoltellato ed è in pericolo di vita da un gruppo di naziskin dopo una manifestazione contro la violenza in occasione dell’8 marzo, per cui dedico questo pezzo a lui sperando che si riprenda rapidamente e che il mondo si privi ben presto di quelle teste di cazzo a braccio teso e testa pelata che lo popolano.

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