Pane amore e köttbullar, pt.2 – O Belfast, o morte

Puntata precedente

16-01-1958-irlanda-italiaLe qualificazioni a Svezia ’58 iniziarono due anni prima, come di consueto. Per la prima volta nella storia, la Fifa decise che le squadre avrebbero dovuto qualificarsi giocando almeno una partita, visto che, a causa di ritiri improvvisi o boicottaggi politici, spesso era capitato di trovare alla rassegna iridata squadre che non avevano dovuto neppure scendere in campo per guadagnarsi l’accesso.

All’epoca il politically correct non era esattamente di moda e, così, all’Europa vennero assegnati nove posti (più quello della Svezia padrona di casa, vedi la puntata precedente, e la Germania Ovest campione uscente), al Sud America ne andarono tre e al Centro-Nord America uno solo. Le altre squadre provenienti da Africa, Asia e Oceania avrebbero dovuto contendersi solo un posto attraverso i play-off.

Decisamente troppo: in primo luogo fu la Turchia a lamentarsi. Geograficamente divisa fra est e ovest, la nazionale di Ankara aveva chiesto di partecipare alle qualificazioni Europee, come peraltro aveva potuto fare l’Egitto, che in Europa non è mai stato, quattro anni prima. No, l’Uefa non vuole, allora la Turchia si ritira e lascia campo libero ad Israele.

Anche Cipro, che oggi è in Europa, viene abbinata alle nazionali ”dell’altro mondo”, ma contro l’Egitto sa già di non avere molte chances e decide di ritirarsi. Egitto avanti.

Nell’estremo oriente, in effetti, si gioca: ci sono solo due squadra, la Repubblica Popolare Cinese e l’Indonesia. A Jakarta vincono i padroni di casa per 2-0, a Pechino si impone la Cina per 4-3. Indonesia avanti, voi direte. No, perchè all’epoca si assegnavano i punti e quindi era necessario uno spareggio, nel quale l’Indonesia aveva il vantaggio di potersi qualificare anche con il pareggio, grazie alla migliore differenza reti: a Rangoon, in Birmania, finisce 0-0 e allo spareggio mondiale ci va l’Indonesia, che aveva giocato già nel ’38 sotto il nome di Antille Olandesi.

L’ultimo spareggio è fra Sudan e Siria, passano il turno gli africani vincendo per 1-0 in casa dopo l’1-1 in Medio Oriente.

Girone a quattro: ci sono Sudan, Egitto, Indonesia e Israele. Tre nazionali provenienti da paesi islamici, contro il nemico giurato numero uno. Egitto e Sudan si rifiutano immediatamente di condividere il girone con il paese contro il quale Cairo è virtualmente in guerra e che Khartoum certo non vede di buon occhio. Rimane l’Indonesia e da Jakarta arriva l’ordine del presidente Sukarno: noi in Israele non ci veniamo, giochiamo in campo neutro. Israele dice di no, l’Indonesia resta a casa. Si ritorna al problema di prima, e cioè Israele si qualificherebbe al mondiale senza aver giocato neanche una partita, ma ci torneremo più avanti.

In Centro America non c’è storia: gli States hanno già dimenticato l’incredibile estate del 1950 e mandano in campo i ragazzini, il girone lo vince a mani basse il Messico eliminando anche la debole resistenza del Canada. Nell’altro girone domina la Costa Rica, che così prova a fare lo sgambetto ai Messicani nel doppio spareggio: a Mexico City i tricolores vincono solo nel finale con due reti e la partita di San Josè è una formalità, finisce 1-1, il Messico vola in Svezia.

In Sudamerica le nazioni sono dieci, le squadre nove, perchè in Venezuela va molto più di moda il baseball e non si scomodano per trovare undici capaci di giocare a calcio. Per motivi organizzativi manca anche l’Ecuador, ma se questi ultimi si erano prodigati di avvisare in tempo la Conmebol, altrettanto non vanno i ”vinotinto” che quindi vengono inseriti in girone con Brasile e Perù, salvo poi fare marcia indietro. La doppia sfida va in scena nel giro di una settimana nell’aprile del 1957 e il Brasile non è assolutamente quello che si vedrà in Svezia: a Lima rischia perfino di perdere e solo un gol di Indio, uno che in Europa non metterà mai piede, evita la figuraccia. Didì segna l’unico gol della partita decisiva al Maracanà. Anche il Brasile stacca il biglietto.

Per l’Argentina è tutto facile, c’è solo da smaltire l’altura di La Paz (anche e soprattutto nel 1957 i boliviani vincevano solo in casa grazie ai 2500 metri della loro capitale) che porta una sconfitta per 2-0. La rivincita arriva ad ottobre, nella partita decisiva: 4-0 e Argentina che vola a Stoccolma.

La clamorosa sorpresa è l’uscita di scena dell’Uruguay. E’ fin troppo facile il modo con cui il Paraguay si sbarazza della ”Celeste” nella partita di Asunciòn. Talmente decisiva che, la settimana successiva, con la Colombia già eliminata, la partita di ritorno è praticamente un amichevole. Al di là del 5-0 casalingo, l’Uruguay non poteva più raggiungere i rivali e a nulla vale il 2-0 del Centenario: per la prima volta, il Paraguay è ”Mundial”.

Europa: finalmente l’Inghilterra si decide di uscire dal ”Four Nations” e accetta di giocare in un girone come si deve ed è decisamente fin troppo facile, si sbarazza di Danimarca (che, come abbiamo detto nella puntata precedente, avrebbe perfino potuto giocare i mondiali in casa a Copenhagen) e dell’Irlanda. La Francia di Just Fontaine è un rullo compressore e segna un numero impressionante di reti a Belgio e Islanda. L’Ungheria non è più la squadra del ’54, neutralizzata dalle defezioni dei grandi campioni dopo la rivoluzione di due anni prima, ma riesce a qualificarsi vincendo la partita decisiva contro la Bulgaria.

Nel Gruppo 4 la fortuna arride alla Cecoslovacchia che batte nella partita decisiva la Germania Est per 4-1 e vola ai mondiali, staccando di due punti il Galles, che però avrà altri motivi per sorridere, ma vedremo dopo il motivo.

Tutto facile per l’Austria, contro un’Olanda che non è ancora Olanda ed il minuscolo Lussemburgo.

Il girone sicuramente più combattuto è quello che coinvolge Unione Sovietica (per la prima volta alle qualificazioni), Polonia e Finlandia. Già fuori i finnici (0-10 ad Helsinki contro l’Urss), è tutta una sfida ad est con la Polonia che aggancia in vetta all’ultima giornata la CCCP battendo in casa per 4-0 i Suomi. E’ spareggio: a Lipsia Streltsov e Fedorov mandano ai mondiali i russi.

E’ dura, invece, per la Jugoslavia, costretta a rimontare in classifica la Romania battendola all’ultima giornata a Belgrado. La Scozia porta a due il numero di squadre britanniche nella competizione eliminando con largo anticipo la Spagna di Alfredo di Stefano.

E l’Italia? La nazionale azzurra è composta da un gran numero di oriundi: il fiorentino Montuori, il giallorosso Dino Da Costa e i campioni del mondo di otto anni prima Schiaffino e Ghiggia. In teoria ci sarebbe potuto essere anche Sivori, che però ottiene la cittadinanza italiana pochi mesi più tardi e non farà in tempo a giocare neppure con l’Argentina. Troppo tardi? Per cosa?

L’Italia inizia bene, vince a Roma contro l’Irlanda del Nord con un gol del viola Cervato, ma un mese dopo cade per 3-0 a Lisbona. Ad una manciata di giorni dal Natale 1957, gli azzurri sono attesi da due partite ravvicinate: sono secondi a pari punti con il Portogallo e a una lunghezza dall’Irlanda del Nord, che devono affrontare a Belfast il 4 dicembre.

Il problema è che, con l’inverno alle porte, l’arbitro ungherese Zsolt viene bloccato a Londra dalla fittissima nebbia e non riesce a raggiungere le due squadre nell’isola per dirigere la penultima partita del girone. L’Irlanda del Nord propone all’Italia di giocare con un arbitro irlandese, magari anche del Sud, ma gli azzurri non si fidano e la partita del 4 dicembre viene giocata come amichevole. Finisce 2-2 e quel risultato avrebbe permesso all’Italia di staccare il Portogallo e rimanere ad una lunghezza dagli isolani, con un altra partita da giocare proprio contro la squadra iberica.

Il match di Milano fa tirare un sospiro di sollievo agli azzurri, che si impongono per 3-0 (due volte Gratton e Pivatelli) e si giocano il tutto per tutto a Belfast, dove basterebbe di nuovo un pareggio, ma l’Italia, nonostante i proclami apocalittici della stampa (”O Belfast o morte”, titolerà il Guerin Sportivo), perde 2-1 e, per la prima volta dopo il 1930 (ma all’epoca non ci furono neanche le qualificazioni), finisce fuori dalla fase finale di un mondiale.

Rimane un posto da assegnare, quello dell’Asia, ma, come abbiamo già detto, Israele non ha giocato neppure una partita. La Fifa decide di assegnare il posto extra alla miglior seconda piazzata europea, ma il Belgio non accetta la possibilità. Si procede per sorteggio fra tutte le seconde classificate: l’Italia incrocia le dita, poichè se venisse estratto il suo girone (dove ancora non è stata definita la seconda classificata) anche una sconfitta a Belfast darebbe una seconda chance, contro i deboli israeliani. Va male, perchè l’urna decide che a Tel Aviv ci va il Galles. La partita di andata si gioca lo stesso giorno di Irlanda del Nord-Italia ed i gallesi mettono in cassaforte la qualificazione vincendo per 2-0, risultato che verrà ripetuto due settimane dopo a Cardiff. Per la prima volta nella storia, le quattro Home Nations giocheranno il mondiale tutte assieme, non succederà mai più.

Il sorteggio si svolge l’8 febbraio, pochi giorni dopo l’ultima partita di qualificazione, e le teste di serie vengono divise secondo ordine geografico: in un’urna le nazioni dell’Europa dell’Ovest, in un’altra, le est-Europee, in una le quattro Home Nations e nell’ultima le quattro Americane. Potenzialmente si potrebbe anche creare un girone con Germania Ovest, Urss, Inghilterra e Brasile e non ci si andrà lontani, perchè nel Gruppo 4 tre delle squadre menzionate vengono raggruppate assieme all’Austria (al posto della Germania). Per contro, si assisterà ad un girone dal livello piuttosto ”basso”, almeno secondo le aspettative, con Svezia, Ungheria, Galles e Messico.

Il calcio d’inizio lo danno i padroni di casa, al Rasunda di Stoccolma, alle 14:00 dell’8 giugno.

Annunci

2 Pensieri su &Idquo;Pane amore e köttbullar, pt.2 – O Belfast, o morte

  1. Pingback: Pane, amore e köttbullar pt. 3 – IFK Argentina | Telecronache di Narnia

  2. Pingback: Pane, amore e köttbullar pt. 4 – Ulf Garrincha e la pesante ereditá | Telecronache di Narnia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...