L’uomo con il laser – Il destino che incrociò Imad Zatara

2014-03-18 17.28.22Giornata fredda, ventosa, con temperatura a tratti sotto lo zero. Insomma, il clima ideale per sorbirsi un bell’Örebro-Åtvidaberg, seconda giornata del campionato primavera svedese. Ovviamente, vado alla Behrn Arena prontamente stipendiato, anche a costo di prendermi un malanno.

Il campionato primavera svedese, come molti altri del genere, lascia alle squadre la possibilitá di schierare dei fuoriquota. In Svezia, peró, si esagera, lasciando spazio a ben cinque (volendo sei, il portiere puó avere qualsiasi etá) giocatori sopra i 20 anni di etá. Finisce, cosí, che una partita di campionato giovanile diventa, praticamente, un’amichevole pre-stagione fra due squadre che si affronteranno nel prossimo torneo di Allsvenskan.

Inutile raccontarvi come l’Örebro ha macinato l’Åtvidaberg vincendo per 7-0 (sei gol nel primo tempo), grazie anche al fatto che gli ospiti non avevano approfittato dello stesso fattore-fuoriquota come avevano fatto i bianconeri. Non é interessante.

Ció che é interessante é che, fra gli ospiti, era in campo il ventinovenne Imad Zatara, meglio noto come il capitano della nazionale di calcio Palestinese. In realtá questo titolo é piuttosto anacronistico, visto che, nonostante l’etá ancora freschissima, Zatara é uscito dal giro di una nazionale che, tuttavia, non pare avere cosí tanti talenti da poter annoverare.

Zatara, la striscia di Gaza, l’ha probabilmente vista solo in televisione oppure raccontata dai genitori. É nato a Stoccolma nel 1984 da genitori emigrati e ben presto si é rivelato un ottimo centrocampista, diventando per un po’ il giocatore di riferimento del Syrianska di Södertälje, ma anche staccando qualche biglietto per voli internazionali, come in Ungheria a Zalaerszeg, oppure in Francia  a Nimes.

C’é peró un momento in cui la vita di Imad Zatara si é incrociata con quella di colui che, forse, é il piú grande criminale della storia moderna svedese.

Il 30 gennaio del 1992, quando Imad doveva ancora compiere otto anni, suo padre stava svolgendo il suo lavoro quotidiano presso un negozio nel quartiere stoccolmese di Söderort,negozio in cui é entrato John Ausonius, nato Wolfgang Alexander Zeugg.

A volerla dire tutta, anche Zeugg non era al 100% svedese, nato da genitori svizzero-tedeschi, ma, tant’é, si era fatto cambiare nome, era diventato ricco e aveva preso l’hobby di sparare addosso agli immigrati in nome della purezza del sangue svedese. Fra il 3 agosto 1991 e quel maledetto 30 gennaio 1992, uccise Jimmy Ranjbar, studente iraniano, e ferí almeno altre nove persone puntando loro addosso una pistola dotata di raggio laser rosso nella zona di Stoccolma-Uppsala. A quanto pare, la pistola non funzionava correttamente e le munizioni erano di scarsa manifattura, altrimenti il bilancio sarebbe stato molto piú tragico.

Proprio quel 30 gennaio, Zeugg, alias Ausonius, punta una pistola addosso ad Hasan Zatara e lo colpisce, non mortalmente, ma in modo da rendergli quello che gli resterá da vivere un vero inferno. Da quel giorno, il padre di Imad Zatara, diventato poi capitano della nazionale Palestinese e giocatore della massima serie scandinava, ha perso la vista dall’occhio destro, non parla piú ed é in preda ad una paralisi.

Ci sono cose peggiori di un 7-0 nel campionato primavera svedese.

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