Con il numero 100 – La partita inutile

2014-04-02 18.40.37Ho visto davvero diversi incontri dal valore dubbio. Amichevoli estive arbitrate da ragazzini delle medie, ultime di campionato con l’ombrellone in area di rigore e via dicendo.

Questa sera, mentre la maggior parte dei lettori probabilmente si stava dilettando con PSG-Chelsea o Real-Borussia, io sono andato a vedere il terzo turno del girone di qualificazione alla Coppa di Svezia 2014/15. Come ho già detto qui, la Coppa di Svezia 2013/14 non è ancora finita.

Faccio un passo indietro, prima di spiegare l’inutilità della partita di questa sera. Credo nel karma e sono convinto che questo compito, per quanto sia regolarmente pagato, forse anche più di quanto abbia fatto in passato per incontri ben più importanti, derivi da una mia decisione presa credo sei o sette anni fa.

All’epoca avevo appena vent’anni, eppure ero caporedattore di un quotidiano online attraverso il quale pubblicavamo notizie sportive in ambito locale. Avevamo diverse centinaia di lettori, un buon progetto che però finì per incasinarmi gli studi e che mollai per un’altra cosa con una radio che alla fine mi lasciò a piedi dopo poche settimane. Ecco, quando ero caporedattore, assieme a me lavoravano alcuni miei coetanei o altri studenti delle superiori e ci dividevamo le partite da seguire. Ammetto che la Novese, la squadra più ambita dalle nostre parti (all’epoca in Eccellenza), la tenevo per me, mentre ai miei colleghi lasciavo spesso le briciole. Capitò, ai primi di marzo, che assegnai a un mio collega una partita giocata a pochi chilometri di distanza, sempre in Eccellenza, ma me lo ritrovai al Girardengo di Novi in qualità di tifoso mentre io mi adoperavo per il commento del derby Novese-Acqui.

Me la legai al dito, anche se quel ragazzo non avrebbe visto un euro per la partita di infima qualità che gli avevo assegnato. Gli ordinai di andare a vedere il ritorno dei quarti di finale di Coppa Piemonte fra Comollo e Gabetto, sempre al Girardengo, il mercoledì successivo. Nulla di che, se non fosse che ho costretto un minorenne a seguire una partita il cui confronto di andata era finito 4-1 per il Gabetto. Scesero in campo le formazioni Juniores, la Comollo perse 0-4 e il mio collega si distinse per essere fra i 4 spettatori di quella partita. Ci sono reati a sfondo sessuale punibili con meno.

Ecco, il karma torna indietro come un boomerang, per cui questa sera sono andato a vedere IFK Kumla-Forward, D3 (quinta serie) contro D1 (terza). In un girone a tre comprendente anche il Marieberg, battuto 6-0 dal Forward e 5-1 dall’IFK Kumla. Si qualificano alle semifinali le prime di ciascun girone, più la migliore seconda e, siccome la partita di ieri si giocava qualche giorno dopo rispetto alle altre degli altri gironi, la situazione era la seguente: entrambe le squadre a 3 punti, con differenza reti rispettivamente di +6 e +5, le altre seconde dei gironi piazzate a 3 punti, ma con differenza reti a 0. Questo significava che con il pareggio sarebbero passate entrambe, ma vi sarebbero riuscite anche nel caso di una sconfitta sotto i sei o cinque gol di scarto, rispettivamente. E’ finita 4-1 per il Forward, che dopo il quarto gol ha praticamente smesso di giocare. Era il 3′ del secondo tempo.

In tutto questo, si è messo in mostra un brillante, quanto ignorantissimo, esterno sinistro difensivo dell’IFK Kumla, con addosso la maglia numero 100 (purtroppo non sono riuscito ad immortalarlo)

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