Just idag är jag stark – I bagni della Tele2 Arena

2014-05-12 20.51.15“Ho aspettato questo giorno per tanto tempo, ed é bello che sia arrivato. Ho aspettato questo giorno per tanto tempo, é un piacere quando arriva”

Queste parole sono di Kenneth Gustafsson, detto Kenta. Nato a Vällingby nel 1948 e morto a Stoccolma 11 anni fa. Professione: musicista. Vita: spericolata, come e peggio di Vasco Rossi. Squadra del cuore: Hammarby Idrottsförening.

Momento musicale. “Just idag är jag stark”

La canzone la scrisse dopo essere riuscito a sconfiggere la dipendenza da alcool e droga nel 1979 ed é diventata l’inno ufficiale dell’altra sua dipendenza, non si sa quanto piú salutare, ovvero quella per i biancoverdi di Södermalm.

Non so se esiste al mondo un altro rapporto morboso come quello che ha il popolare quartiere stoccolmese con la sua squadra di calcio. Uno potrebbe azzardare a dire Sankt Pauli, ma lí ci si é messa di mezzo pure la politica e son piú i simpatizzanti a distanza che non altro. No, seriamente, l’Hammarby é un fenomeno unico sia per la Svezia, dove il calcio locale non é nella top ten delle passioni nazionali, sia in un panorama piú globale.

Non ci credete? Guardate questo.


La partita in questione é stata l’inaugurazione della Tele 2 Arena, un colosso di 35mila posti (tantissimi, per la Serie B svedese, ma anche per la A svedese, ma anche per la nostra Serie A, se stiamo a vedere) nella nuovissima area commerciale nata attorno al Globen, una struttura gigantesca e un po’ futuristica nella zona sud della capitale svedese. Ci sono stato ieri e mi é sembrato di essere finalmente in quel 2014 che la gente si immaginava cinquant’anni fa. Perfino i bagni dello stadio sono un’esperienza unica nella vita, simili piú o meno a quelli che ho visto in una puntata dei Simpson in cui andavano in Giappone.

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Il passaggio non é stato semplice, perché l’Hammarby si é trasferito dalla sua arena prediletta, il Söderstadion (ho fatto in tempo a vederci una partita l’anno scorso, guarda caso contro l’Örebro) ad uno stadio che non raccoglieva le simpatie di tutti, anche perché diviso a metá con i rivali storici del Djurgården.

Difficile essere tifosi dell’Hammarby: ai tempi del Söderstadion, negli anni di Allsvenskan, era impossibile trovare biglietti (solo 10mila posti), ma tante stagioni le ha fatte nella vecchia Division 1 (la Serie B), anche ai tempi del grande Nacka Skoglund, nato calcisticamente al Söderstadion, dove ha anche chiuso la carriera prima di morire di cirrosi.
Poche gioie: nel 1982, introdotti i play-off a fine stagione per decidere lo scudetto, l’Hammarby arriva secondo e giunge alla finalissima dove si fa rimontare proprio in casa un clamoroso 2-1 ottenuto all’Ullevi di Göteborg contro l’IFK. Nel 2001, una squadra apparentemente candidata alla retrocessione vinse il titolo alla penultima giornata battendo 3-2 l’Örgryte. Quella stessa sera, a fine ottobre, si radunarono 70mila tifosi a festeggiare nella piazza principale di Södermalm, lo stesso quartiere dal quale 15mila persone, alla prima partita in casa dell’anno, si riuniscono per marciare assieme verso lo stadio superando il chilometrico ponte di Gullmarsplan, letteralmente bloccando il traffico cittadino. Quest’anno erano il doppio, perché con la nuova arena adesso c’é spazio davvero per tutti.

L’ultima gioia é arrivata di riflesso: in casa al “Rasunda” (troppo piccolo il vecchio Söder per i derby), l’Hammarby, pareggiando 1-1, ha spedito in Serie B gli arcinemici cittadini dell’AIK. Era il 2004, dopo solo tanto amaro in bocca e una retrocessione in terza serie evitata solo all’ultimo minuto in una partita mostruosa vinta al 96′ contro l’Ängelholm, un paio di stagioni fa.

Il trasferimento alla Tele 2 dello scorso anno ha portato una sfortuna mostruosa, perché la squadra, fino a quel momento sulla scia di Örebro e Sundsvall, ha letteralmente smesso di vincere, segnando il primo gol in casa nel nuovo stadio solo dopo due mesi. Quest’anno sembra andare meglio, almeno stando al 3-1 al quale ho assistito ieri contro l’Husqvarna, assieme ad altri 12mila. Ma a voi, della partita, non deve fregare niente. L’Hammarby é oltre le cose terrene.

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