Slut

2014-07-14 21.21.14No, questo blog non si è convertito in un sito porno o di incontri clandestini. “Slut”, in svedese, significa “Fine” e, questo post, titola così dal momento in cui la mia esperienza svedese è finita col volo di ieri delle 15:50 dal City Airport di Goteborg.

Il momento più difficile è stato questa mattina, quando ho riposto, nei mobili della camera, i vestiti che negli ultimi tre anni ho tenuto in qualche appartamento di Milano, Orebro o Goteborg.

L’ultima settimana l’ho trascorsa a Goteborg per lavorare alla Gothia Cup, della quale ho parlato più volte in quest’ultimo anno. Tra le altre cose, ho avuto l’onore di entrare in campo durante la cerimonia di apertura con i portabandiera maltesi, gli Xghajra Tornadoes, e ho conosciuto i bambini della rappresentativa della Mongolia.

Ho calcolato che, negli ultimi 11 mesi (di cui quattro di totale pausa invernale), ho visto oltre ottanta partite dal vivo allo stadio e non so quante persone sulla Terra possano dire di aver fatto altrettanto.

La nostalgia è forte, terrò aperto questo blog per due motivi: ci sono dei pezzi di cui vado davvero orgoglioso, e poi sono convinto che, per la Svezia, è solo un arrivederci molto molto breve.

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Portateci i cinque cerchi – Giocando con le ipotesi: Mondiali o Olimpiadi in Svezia?

 

2014-07-03 16.02.20Göteborg è grossa come Genova, ma può ospitare tranquillamente un’Olimpiade. In realtà, lo fa ogni anno, con almeno il triplo degli atleti.

Come ho già raccontato più volte, nella seconda città più grossa della Svezia si disputa ogni anno un torneo chiamato Gothia Cup. E’ una competizione calcistica giovanile (dagli 11 ai 19 anni) aperta a squadre maschili e femminili di tutto il mondo: ogni anno vi sono oltre 70 paesi partecipanti, 1500 squadre (più della metà straniere), 30mila atleti (ospitati per lo più nelle scuole cittadine, di fatto dei mini-ostelli), 100 campi da gioco e fra le 50 e le 100mila persone al seguito fra dirigenti e genitori. Se consideriamo che i Giochi Olimpici estivi muovono circa 10mila atleti, stiamo parlando di cifre lunari.

La Gothia Cup è sponsorizzata praticamente da tutte le più grandi aziende svedesi, su tutte il colosso metallurgico SKF. Si possono permettere di ospitare gratuitamente una squadra per ogni paese in via di sviluppo e recentemente il comitato organizzatore ha scoperto che è più conveniente costruire un’arena provvisoria da 10mila spettatori (in foto) in pieno centro cittadino anzichè affittare il Gamla Ullevi per due giorni per giocare le finali.

Non vi basta? Una settimana prima si gioca la Partille Cup (sempre in foto, una partita giovanile alla Gothia Arena fra una squadra svedese e la nazionale sudcoreana), un analogo torneo dedicato alle squadre di pallamano, 20mila atleti. In estate, lo Göteborg Basket Festival al Parco Divertimenti di Liseberg, il piú grande torneo di basket d’Europa.

Sulla base di questo, sono giunto alla conclusione che la Svezia, nei prossimi 20 anni, ospiterà un grande torneo internazionale e che Göteborg rischia di essere il punto cardine, anzichè la capitale Stoccolma, che ha addirittura rinunciato alla candidatura alle Olimpiadi Invernali del 2022 (e ci credo, la montagna piú vicina é a 600 km).

Perchè?

 

Esperienza: Göteborg, oltre all’annuale e mostruosa macchina organizzativa della Gothia, ha giá ospitato svariate competizioni internazionali di atletica leggera, fra cui i mondiali del 2005. E’ stata sede di diverse finali europee (l’ultima nel 2004, Coppa Uefa fra Valencia e Marsiglia), mentre a Stoccolma si é giocata solo la Coppa delle Coppe del 1998.

La finale degli Europei del 1992 si giocó a Göteborg e non a Stoccolma, che peró ha ospitato le finali femminili di Mondiali (1995) ed Europei (2013).

 

Dimensioni: Stoccolma é un complesso di quartieri e isole per un milione di abitanti, é estremamente vasta e l’area suburbana é larga quasi 100 chilometri. Andando da Södertälje all’aeroporto di Arlanda. Göteborg é grossa la metá in termini di popolazione ed il centro cittadino é molto piú ristretto. L’area suburbana é solo costiera e non va oltre i 30 chilometri, includendo anche centri urbani completamente staccati dal resto della cittá.

 

Trasporti: Göteborg ha una rete capillare di tram (dodici linee, piú sei linee bus express), tre nuove linee suburbane aperte negli ultimi due anni. Due aeroporti internazionali.

Stoccolma ha tre linee della metropolitana, a loro volta bi o triforcate, una linea tramviaria nella zona ovest, traghetti ogni ora per l’arcipelago, tre aeroporti internazionali (anche se due di questi sono fuori regione) e uno nazionale

 

Infrastrutture: Göteborg ha due stadi approvati dall’Uefa (Nya Ullevi da 45mila spettatori con pista d’atletica, 60mila senza pista; Gamla Ullevi 16mila spettatori), sta programmando la costruzione di un nuovo stadio ad Hisingen (10mila spettatori, ma la struttura permetterá allargamenti) e da anni si parla di un rinnovamento dello Scandinavium, la storica arena al coperto sede delle gare interne di Hockey su ghiaccio.

Stoccolma ha due stadi di calcio notevoli (Friends Arena da 50mila spettatori e Tele2 da 30mila) e il Globen per le competizioni al coperto, ma quest’ultimo al momento ha solo ospitato concerti.

 

Manifestazioni future: Le Olimpiadi del 2024 e del 2028 sono una realtá da non trascurare. Probabilmente le prime verranno assegnate ad una cittá europea dopo Rio 2016 e Tokyo 2020. Al momento non si parla di Svezia, ma sono abituati ad uscite a sorpresa.

Capitolo mondiali: da regolamento Fifa, ogni continente non puó organizzare un mondiale per le due edizioni successive all’ultima ospitata, per cui la prima occasione utile, dopo Russia 2018, sará il 2030 (ma pare che la Fifa si stia giá muovendo per assicurare il torneo al duo Argentina-Uruguay per festeggiare il centenario del primo torneo).

La Svezia, da sola, non ce la puó fare. Nel 1958 il mondiale ospitava metá delle squadre e i collegamenti internazionali erano cosí pochi che, di fatto, le partite erano ad uso e consumo della popolazione locale, mentre oggi ció non é praticabile. Il problema principale é l’assenza di grossi centri, avendo solo Göteborg, Malmö e Stoccolma come grosse aree urbane, piú la Svezia centrale che, fra Örebro-Norrköping-Eskilstuna-Västerås puó contare un discreto numero di abitanti e infrastrutture quali autostrade e collegamenti ferroviari. Decisamente troppo poco: si parlerebbe di un massimo di sei stadi da costruire (diventerebbero sette se considerassimo anche Umeå, la cittá piú grossa del nord), sarebbero pochi anche per un campionato europeo. Qui entrerebbero in gioco anche le vicine di casa: Oslo e Copenhagen sono due capitali vicinissime al confine (quella danese é addirittura collegata con Malmö da un ponte-tunnel di 30 chilometri con un treno ogni mezz’ora), poi c’é la Finlandia che ha altri tre grossi centri abitati come Helsinki, Tampere e Turku, ma paga la scarsa attenzione dei finlandesi per il calcio, infatti i Suomalainen sono gli unici in Europa, assieme ai lituani, a preferire un altro sport, in questo caso l’hockey.

Rimarrebbe, quindi, da convincere la Fifa ad assegnare il mondiale a tre o quattro paesi contemporaneamente: difficile anche questo. Ma..

Ma, partendo dal presupposto che un mondiale Nord-Europeo deve forzatamente avere la Svezia come punto di riferimento, che autostrade-ferrovie-alberghi ci sono giá e che a livello internazionale la Scandinavia sta cercando di re-introdursi nel grande calcio allo stesso modo dei paesi arabi (sono sempre di piú le amichevoli fra i grandi club organizzate a Oslo, Göteborg/Stoccolma ed Helsinki), mentre le danesi in Europa sono competitive piú o meno quanto le squadre svizzere o belghe, le possibilitá non sono pari a zero.

Personalmente credo che il mondiale qatariota non si fará: nessuno vuole giocare a 50 gradi, sarebbe complicato organizzarli in inverno (troppo importante l’opinione dei network televisivi), pesa lo scandalo corruzione e la scelta, sul piano politico, rischia di ritorcersi contro (Sfruttamento dei lavoratori asiatici, discriminazioni contro i gay. In piú, seppur improbabile, una qualificazione di Israele creerebbe un incidente diplomatico non da poco, visto che il Qatar non lo riconosce).

Chi ospiterebbe la manifestazione? La Germania é giá stata tirata in ballo per i ritardi di Sudafrica 2010 e Brasile 2014, possibile che, alla prima vera necessitá, dicano ”Ci avete messo in allarme per anni, adesso vi arrangiate”. Gli Stati Uniti erano i rivali piú accreditati, ma a molti non dispiacerebbe, pur contro le regole, avere un mondiale in Europa per la seconda volta di fila. C’é l’Australia, che ha giá tutto quello che serve per un mondiale, tranne il fuso orario (e valli a convincere i network televisivi a trasmettere le partite non oltre mezzogiorno in Europa). Allora ci sarebbe l’Inghilterra, che sta dando battaglia al Qatar su ogni terreno proprio per rivalersi e poter riconquistare il mondiale, ma, cosí facendo, potrebbe inimicarsi il resto del pianeta . Ci sarebbe stato il Giappone, ma sono giá impegnati con le Olimpiadi del 2020 e i mondiali di rugby del 2019.

E allora perché non il Nord Europa? Come organizzazione e infrastrutture giá ci siamo; il clima ancora meglio (d’estate si viaggia in media sui 20-25 gradi), il supporto internazionale non mancherebbe (in Europa avrebbero diversi sostenitori e il resto del mondo li preferirebbe all’Inghilterra), fuso orario ideale. Unico problema organizzativo, il fatto di dover avere quattro nazioni ospitanti, ma in tal caso si potrebbe considerare come padrona di casa effettiva solo la Svezia, anche se le vicine di casa potrebbero non essere d’accordo.

Dove si giocherebbe un mondiale del 2022 in Scandinavia?

Finale e cerimonia d’apertura a Stoccolma (Friends Arena) e/o Göteborg (Ullevi), 60-70mila spettatori

Semifinali, finale terzo quarto posto: Copenhagen (Parken, estendibile a 50mila), Oslo (nuovo stadio, 50mila), Helsinki (Olimpico, estendibile a 50mila)

Altri stadi: Göteborg (nuovo stadio, 40mila, da ridurre a 20mila dopo il mondiale), Stoccolma (Tele2 arena, estendibile a 40mila), Svezia Centrale (Örebro/Norrköping, 40mila da ridurre a 20mila dopo il mondiale), Umeå (40mila, da smantellare dopo il mondiale, le tribune andrebbero distribuite per le cittá minori del Nord, come accadde per Austria 2008); Finlandia (Tampere/Turku, 35mila da ridurre a 20mila), uno fra Norvegia e Danimarca (Trondheim/Åhrus, 35mila da ridurre a 20mila).

E un’Olimpiade Göteborghese? Sarebbe meno fattibile nel breve periodo, anche perché non vi sono emergenze organizzative a cui rimediare e il 2024 non é nei pensieri degli svedesi. Comunque…

 

Atletica e cerimonie: Ullevi (60mila spettatori)
Calcio: Nuovo stadio, (40mila spettatori), piú altre cittá svedesi (Stoccolma, Malmö etc)
Pallacanestro: Scandinavium (10mila spettatori)
Pallavolo: nuova arena a Frölunda (8mila spettatori)
Nuoto: Valhallabadet (estendibile a 10mila spettatori)
Altre manifestazioni all’aperto (hockey su pista, equitazione) : Centro sportivo Valhalla (10-15 mila spettatori) e Heden (arena temporanea, 10mila spettatori)
Altre manifestazioni al coperto (scherma, boxe, sollevamento pesi): riconvertire il Gamla Ullevi (16mila spettatori) in un arena indoor
Canottaggio: laghi di Delsjön
Vela: Marstrand
Beach volley: Bohuslän
Villaggio Olimpico: piana di Hisingen e/o Göteborg Ovest

Dite che ho giocato troppo con la fantasia? Facciamo che fra dieci anni ci scommettiamo sopra una pizza.

 

Organizzazione Svedese – Arte dell’arrangiarsi Italiana

2014-07-01 19.06.25  Mi sono trasferito a Göteborg da due giorni e ieri avevo giá la prima partita da seguire. Con la pausa del campionato di Serie A, in Svezia si approfitta per organizzare una lunga serie di amichevoli o, ancora meglio, utilizzare i sei posti da fuoriquota nelle squadre Under 21 del campionato riserve. Ecco perché ieri la mia societá mi ha mandato a vedere Falkenberg-Häcken, con i primi neopromossi in Allsvenskan (e bene o male si barcamenano) e i secondi che attendono la ripresa del campionato per andare a caccia dell’Europa.

Della partita ovviamente non ve ne frega nulla, per cui non mi soffermo a raccontare di come i göteborghesi abbiano vinto in trasferta per 1-0.

Diventa quindi importante distinguere fra la cosiddetta (dis)organizzazione svedese e l’arte dell’arrangiarsi italiana, condita da un po’ di sano culo.

Disorganizzazione svedese: Il treno suburbano che mi doveva portare a Falkenberg, si ferma a Varberg e non riparte per un’ora

Arte dell’arrangiarsi italiana: Sapendo che mancano 15 chilometri a Falkenberg, scendo dal treno e prendo un autobus.

Culo: L’autobus parte dopo cinque minuti

 

Disorganizzazione svedese: lo stadio in cui é indicato l’incontro é completamente deserto, non c’é nemmeno il custode

Arte dell’arrangiarsi italiana: Fermo un signore vicino al campo e gli chiedo se sa che ci sono altri stadi in cittá. Mi dice di sí, ma é a cinque chilometri

Culo: Lui abita lí vicino e mi dá uno strappo

 

Disorganizzazione svedese: al ritorno non posso né andare in stazione, né a Varberg, perché per due ore non passa piú nessun autobus

Arte dell’arrangiarsi italiana: chiedo all’Häcken se mi riportano a Göteborg con loro

Culo: Una squadra di Serie A svedese, dotata di pullman e con giocatori professionisti, mi lascia salire e guardare Argentina-Svizzera assieme a loro (in foto, 1) io mentre mangio un hamburger durante la pausa in autogrill 2) mentre guardo Argentina-Svizzera)

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