Disco di platino – Il calciatore Desaparecido

szucs-sandor_4I venti di guerra dell’Est rimandano indietro di sessant’anni, quando Budapest era al di là di una cortina impenetrabile e che adesso, invece, pare estremamente malleabile.

Che ne sarà del pianeta (e dell’Ungheria) nei prossimi mesi, ancora non si sa. Di certo, negli anni ’50 le cose non si mettevano granchè bene e già prima della rivoluzione voluta da Imre Nagy e sconvolta dai carri armati sovietici, c’era qualcuno che dalla cortina voleva andarsene. Non per politica, ma per amore.

E’ il 1950 e l’Ujpest non vince un campionato da tre anni, tuttavia rimane una delle squadre in grado di contrastare lo strapotere della Honved che, di lì a poco, sarà l’ossatura della nazionale vicecampione a Svizzera ’54.

Un elemento importante di quella squadra e già componente della selezione nazionale durante gli anni ’40, era Sandor Szucs, difensore ormai non lontano dal ritiro. Classe 1921, aveva difeso i colori bianco-lilla sin dalla fine della guerra.

Come accade oggi, fra star ci si intende: fu così che il difensore Szucs, sposato e padre di due figli, riuscì a fare breccia nel cuore di Erzsebet Kovacs, anch’essa coniugata, nonostante la giovane età. “Erzsi” era una promettente cantante di Budapest, venuta a mancare pochi mesi fa ad 86 anni.

Fra i due esplose un amore che mise in difficoltà la rigida e bigotta società sovietica su cui era improntata l’Ungheria guidata da Rakosi, l’uomo del “con noi, o contro di noi” che, di fatto, creò ancora più rancore nel suo popolo prima della già menzionata rivoluzione.

La dirigenza del club, impose a Szucs di troncare la relazione, ma lui era già in contatto con alcuni personaggi che avrebbero potuto accompagnarlo, assieme ad Erszi, in Jugoslavia, da dove poi avrebbero proseguito verso l’Europa libera, possibilmente in Italia dove, pare, c’era già qualcuno pronto ad ingaggiarlo.

Non si sa se a tradirli furono i banditi di cui sopra, o addirittura alcuni compagni di squadra di Sandor, sta di fatto che la polizia segreta interruppe la loro fuga a pochi chilometri dal confine.

Di Sandor Szucs, ancora oggi ricordato dalla tifoseria dell’Ujpest, si sono perse le tracce e non se n’è saputo più niente fino all’apertura dei documenti riservati, a Guerra Fredda conclusa. Di lui, si sapeva solo la scomparsa e la rocambolesca (e fallita) fuga, raccontata da Erzsi Kovacs a partire dagli anni ’60 quando, diventata una popolare cantante ungherese  e conquistato un disco di platino, lasciò effettivamente la sua nazione per stabilirsi in Occidente.

Il motivo per il quale la polizia si accanì contro il difensore non era tanto per la defezione in sé (ne accadevano diverse, in quel periodo), quanto per il timore che altri giocatori potessero fare altrettanto, indebolendo quello che era l’orgoglio nazionale ungherese, l’Aranycsapat (la squadra dei sogni) che pochi anni dopo stupirà il mondo grazie alle giocata di Puskas, Kocsis, Hidegkuti etc.

Non a caso, saranno proprio loro i primi ad abbandonare il paese, durante una trasferta in Belgio occorsa proprio durante i moti del 1956. Allora, Sandor Szucs era un “Desaparecido” da cinque anni.

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