I nipoti di Hidegkuti – Piacere, Torghelle Sandor

mtkGli ungheresi hanno un vizio che in Italia, ormai, è rimasto solo ai Carabinieri. Prima il cognome, poi il nome. A scuola, al lavoro. Anche allo stadio, sia quando ti registrano il nominativo sul biglietto (novità di questa giornata di campionato), sia quando elencano i nomi dei giocatori.

La prima partita ungherese che ho dovuto seguire è stata, sabato scorso, MTK Budapest contro Dunajvaros. I primi, lanciati a caccia di un Videoton imbattibile (8 su 8 fin’ora), i secondi fanalino di coda del campionato.

Per arrivare allo stadio ho dovuto prendere la metro blu, scendere a Kispest e poi l’autobus fino al Bozsik Stadion, quello dove avrebbe dovuto giocare Del Piero. Ma Del Piero non doveva andare alla Honved? Si, ma al Bozsik quest’anno c’è anche l’MTK, perchè lo stadio Hidegkuti, nel nono distretto, è soggetto a un pesante rifacimento. Ci sono stato pochi giorni fa per chiedere informazioni sui biglietti, ed è in condizioni decisamente fatiscenti, indegne del grande Nandor.

Il Bozsik è uno stadiolo che in Italia vedremmo probabilmente in Lega Pro (sono stato recentemente a Carrara, sono simili) e a vedere la partita c’erano forse 800 spettatori. Una miseria. E dire che di nomi in campo pure ce n’erano: l’ex bresciano Adam Vass è il punto di riferimento del centrocampo biancoblu, più la bandiera Joszef Kanta. Il secondo portiere dell’MTK è italiano, si chiama Federico Groppioni, scuola Napoli e una manciata di presenze in terza e quarta serie con Gubbio, Potenza e Monopoli, prima di arrivare nella capitale ungherese per seguire la compagna.

Durante la lettura delle formazioni, che ascolto distrattamente, sento un boato ad un cognome-nome relegato in panchina. Com’è possibile, per un giocatore che neanche è in campo?

Guadagno con fatica una distinta e poi quel nome. Torghelle Sandor. Ah, Torghelle non si legge come lo fareste voi. Non è un centrocampista di Eccellenza trevisana. Si pronuncia più o meno Torjel, ma non credo di essere in grado di produrre quel suono fra la R e la J. Pazienza

Comunque Torghelle è stato un profeta poco fortunato del calcio magiaro: lo volle il Panathinaikos e fallì, lo provò il Crystal Palace e andò in malora. Ha trovato un po’ di fortuna nella seconda serie tedesca, prima di tornare in patria dove praticamente gioca da esterno di centrocampo. E’ stato infortunato durante le prime partite e proprio sabato era il suo rientro. Ha giocato un secondo tempo spettacolare, propiziando l’assist che ha portato al rigore del 2-0.

Un giocatore senza categoria: troppo forte per competere in patria, troppo (debole? scarso? disattento? Non saprei dirlo) per avere successo all’estero.

 

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