M come Mistero – Lo strano caso della Puskas Akademia

puskasakademiaMettiamola così. Nel 2005 un politico nato nel villaggio di Felcsùt ha fondato una squadra di calcio, una bella soddisfazione per un borgo di 1800 anime alle porte di Szekesfehervar. La squadra nel corso degli anni si comporta bene e guadagna risultati importanti, tanto da potersi dotare di un nuovo stadio.

Solo che non è così semplice.

Il politico nato del villaggio di Felcsùt non è il solito maneggione locale, capace di creare una squadra di calcio per raccattare voti alle elezioni locali. Nossignori. Si chiama Orban Viktor e di mestiere fa il Primo Ministro di Ungheria.

La squadra di calcio si è comportata bene si, tanto da raggiungere la massima serie pur essendo, di fatto, la formazione riserve del più titolato Videoton.

panchoarena_pflahuIl nuovo stadio può ospitare 4500 spettatori, che a ben vedere sono più delle 1800 anime che popolano il suo villaggio.

Questa è la storia della Puskas Academia, una squadra nata dal nulla nel 2005 e che ho potuto vedere dal vivo sabato scorso, quando ha incontrato la Kubala Academia, questa però legata al Vasas in cui, effettivamente, per una stagione il buon Laszlo aveva giocato. Il confronto fra le due accademie (Under 21) e i due giocatori più forti dell’epopea ungherese, è stato vinto dai rossoblu di Kubala per 2-1 in rimonta.

Ma perchè tutto questo? Puskas non era della Honved? E infatti partiamo da lì…

Da anni, la Honved vive una crisi economica che l’ha portata a dover stabilire una sorta di pianificazione annuale degli stipendi dei calciatori. Quest’anno sono 3000 euro a testa, che in Ungheria per far la bella vita sono parecchi, ma certo non possono competere coi milioni di cui dispone il Ferencvaros.

Anni fa, la Honved ha ceduto i diritti del nome di Ferenc Puskas all’Academia, che nulla ha che fare con quello che a Madrid venne chiamato Pancho. Per questo motivo alle partite interne al Bozsik Stadion, per protesta, non ci sono gruppi organizzati di tifosi, i quali si limitano a vedere le partite solo in trasferta, raccogliendo il sostegno anche delle tifoserie rivali.

E Orban cosa c’entra? Beh, intanto sono in molti a paragonarlo a Berlusconi e chi se non lui è maestro nell’utilizzare il calcio come mezzo di propaganda (a proposito, l’ho già detto che ci ho scritto sopra un libro?).

Ci sono poi un sacco di voci che vogliono le amicizie di Orban invischiate nelle trattative per la costruzione dei nuovi stadi, fra cui la Pancho Arena che dubito si sia riempita di tifosi sfegatati della Puskas Academia, un po’ come il Milton Keynes Stadium, un gioiello di 30mila posti in mezzo al nulla inglese, creato per una squadra fantoccio di terza serie, presunto erede del “glorioso”  Wimbledon.

Sotto quello che ormai sta diventando un regime tollerato sia dagli elettori che dall’Unione Europea, sono sorti stadi a Debrecen, Budapest (che peraltro ha ottenuto una delle sedi dell’Europeo itinerante del 2020), Gyor e Miskolc. Tutto questo per un campionato che a settembre vede tutte le squadre fuori dalle competizioni europee e questo misterioso Puskas Academia fra le sue partecipanti. Con la sua M sulle maglie , che non si capisce se significa Madrid, Magyarorszag o, appunto, Mistero.

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